mercoledì 28 luglio 2010

Arrampicata: Rocca del Prete

E' una grande bastionata rocciosa che domina Santo Stefano d'Aveto ed è posta a sud-ovest del monte Maggiorasca. La sua estensione è circa 600 metri tra il canale Martincano a nord e la cascata dell'Acquapendente a sud, la sua altezza raggiunge i 160 metri. Alpinisticamente la roccia è "difficile", la si può trovare friabile, compatta (poco chiodabile) o ricoperta di erba. E' vivamente consigliato l'uso del casco.

Per l'avvicinamento si può proseguire a piedi da Rocca d'Aveto o dal bivio per Gavadi.

Oppure si può salire in seggiovia sino al Prato della Cipolla per poi scendere per il sentiero che porta al grande prato alla base della rocca.









Di seguito vengono mostrate alcune vie presenti sulla bastionata:

SPIGOLO NORD DELLA ROCCA
Sviluppo 250 m
Difficoltà III con due passaggi di IV

Attaccare sul filo dello spigolo, quindi obliquare a destra per quache metro, salire verticale fino al primo chiodo, riguadagnare il filo dello spigolo fino alla prima sosta (S1, 40 m, III, IV). Arrivare fino ad una larga fessura orizzontale, seguirla verso destra, salire verticalmente fino ad una costola, salire il diedro e raggiungere la sosta (S2, 30 m, III, IV). Salire lungo lo spigolo fino a sinistra del gendarme. (S3, 40 m, III). (S4, 40 m). (S5, su pianta, 15 m). Salire a sinistra del gendarme, seguire il filo dello spigolo, poi per rocce ed erba fino alla sosta costitui0.ta da un anello di ferro, (S6, 40 m, III). Salire lo spigolo, Passare a destra di un grosso masso attrezzato con un cavo, salire le rocce che conducono in vetta, (40 m, II).

VIA RICCARDO (via diretta)
Sviluppo 180 m
Difficoltà salita difficile

Attaccare all'inizio della cangia dei S. Rocchini che taglia interamente da sinistra a destra l'intera parte destra (parete della rocca) della bastionata. Salire per circa 20 metri lungo la cengia fino al chiodo, da qui traversare a sinistra per qualche metro, percorrere un piccolo diedro fino ad una cengia. (S1, 40 m, III, presenza di erba). Proseguire a sinistra fino ad una piccola cengia che si percorre verso destra fino alla sosta (S2, 20 m, III, presenza di erba; da qui inizia la variante del canalino). Aggirare a destra una costola arrotondata, salire fino ad una cengia sotto a delle rocce verticali. (S3, 40 m,III, presenza di erba). Affrontare il tratto verticale (AO), quindi verso sinistra seguire la fessura fino al termine della stessa, verso destra seguire un'altra fessura fino ad una nicchia. (S4,40 m, IV passi di V, un passo di AO;da qui inizia la variante del diedro). Dalla nicchia, verso destra seguire una serie di chiodi che con arrampicata artificiale portano all'uscita della via alcuni metri a sinistra della vetta. (40 m, A1, passi di VI e V).

Variante del canalino
Dalla fine del secondo tiro salire il piccolo diedro, quindi a sinistra entrare in un canale che forma la base di un altro diedro. Superare il diedro indi traversare sotto un tetto, evitarlo a destra, obliquare di nuovo a destra fino alla fessura del 4° tiro. La sosta è attrezzata su una cengetta sotto la fessura.

Variante del diedro
Dalla nicchia al termine del 4° tiro abbassarsi di un metro e mezzo e traversare orizzontalmente per 5 metri, raggiungere una serie di chiodi che permettono di spostarsi verso destra in artificiale quindi in libera fino alla base del diedro su di una cengia (sosta, 40 m, IV+, A1, un passo V+; da qui una facile traversata può far giungere sulla cengia dei S. Rocchini quindi in vetta). Dalla sosta andare all'inizio del diedro, salirlo prevalentemente in artificiale, quindi per facili roccette in vetta. (40 m, A1, A2, IV+).

VIA DELLE SITUAZIONI PRECARIE
Sviluppo 180 m
Difficoltà salita molto sostenuta su roccia friabile. I primi salitori hanno usato una quaratina di chiodi, lasciandone sei nei tiri e quattro nelle soste, e vari nuts.

Attaccare alla base del diedro-camino che si innalza verticalmente dal punto in cui ha origine anche la cengia centrale. Salire su di una placchetta erbosa e portarsi alla base del diedro che, nella parte iniziale, è divisa in due fessure-camino (S1 su alberello,20 m, IV). Salire la fessura di sinistra inizialmente molto difficile, salendo la fessura si abbatte e si allarga a camino (S2, su blocco incastrato,30 m, V, passo di VI un chiodo). Una bella lama obliqua a sinistra porta sotto uno strapiombo che si supera su appigli grossi ma insicuri, per poi traversare a destra, fino alo spigolo costituito dal bordo sinistro del diedro-camino. Calarsi per due metri, e obliquando a destra si raggiunge la cengia di sosta (S3 con chiodo, 20 m, IV, V+)Tornare a sinistra nel fondo del diedro che si sale per circa 6 metri, uscire su placca e obliquando a destra raggiungere un pilastrino. Traversare orizzontalmente a destra su cengetta fino alla sosta (S4, 30m, V, due chiodi). Ancora a destra per qualche metro, entrare in una svasatura e seguirla fino ad uscire su di una cengia alla base di un diedro (S5, 30 m, IV, V, uscita su erba V+). Salire il diedro prima in libera successivamente in artificiale, poi 3 metri su placca verticale fino ad uno scomodo punto di sosta (S6, 20 m, VI;A1, A2, un chiodo)Diritti sulla placca a sinistra, fino ad un alberello (S7 su staffe,20 m, V, A1). Salire su placca strapiombante obliquando a sinistra, traversare decisamente a sinistra su placca abbattuta fino ad uscire sui pendii sommitali. (40 m, IV, V).

VIA AL TORRIONE BASSANI

Il torrione Bassani si trova a sinistra della cascata dell'Acquapendente sul lato destro della bastionata (parete dell'Acquapendente). E' formato da una quinta di roccia alta circa 40 metri appoggiata su un ampio zoccolo roccioso.

Sviluppo 80 m
Difficoltà salita divertente di II, III, e III+

Attaccare alla base della fessura che solca verticalmente la parte destra del torrione, superare la paretina iniziale, seguire la fessura fino ad una strettoia e risalirla per qualche metro. Traversare a sinistra fino alla fenditura che divide il torrione dalla bastionata (S1, 40 m). Seguire il fondo della spaccatura per tutta la sua lunghezza, quindi salire fino alla forcellina del torrione stesso (S2,30 m). Portarsi sulla parete del torrione e con salita in spaccata, raggiungere una fune metallica che permette di superare gli ultimi metri di roccia friabile, non chiodabile, fino in vetta.

Discesa con due corde doppie da 20 metri direttamente dalla cima del torrione. Un'ulteriore doppia da 20 metri (fune metallica su albero) dalla cengia riporta alla base dello zoccolo.


VIA VALI
Sviluppo 90 m
Difficoltà III, IV e due passi di IV+

Via che sale l'evidente fessura-diedro che solca tutta la parete a destra del torrione Bassani. L'attacco ed i primi venti metri sono in comune con la via al torrione Bassani (vedi l'itinerario). Superata la paretina iniziale seguire la fessura fino alla strettoia oltre la quale si prosegue superando un tratto erboso. Riprendere la fessura e fare sosta dove questa si trasforma in diedro (S1, 40 m, III). Salire tutto il diedro (abbastanza faticoso) fino alla sosta su una cengia sotto uno strapiombo (uscita delicata, S2, 30 m, III, IV, passo di IV+). Salire verticalmente un paio di metri, uscire a destra, salire verticalmente su rocce leggermente strapiombanti, quindi traversare orizzontalmente a destra quindi per facili rocce uscire sui prati sovrastanti (20m, passo di IV+).


VIA DELLA FESSURA
Sviluppo 100 m
Difficoltà III e IV, un passo di IV+

La via sale l'evidente fessura-camino che incide verticalmente la parete subito alla sinistra della cascata dell'Acquapendente. Salire con bella e varia tecnica di opposizione lungo la fessura-camino fino alla sosta (S1, 35 m, III e IV). Continuare a risalire il camino fino a spostarsi sulla parete di destra ed uscire su roccia più inclinata che conduce alla base di un salto verticale di circa 4 metri (S2, su alberello). Superare direttamente il salto quindi proseguire nel fondo del canale (facile) fino ad uscire al boschetto sommitale.

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