Storia

Lo sci fin dall’antichità è sempre stato, soprattutto nelle popolazioni nordiche, un prezioso strumento per muoversi con agilità sulla neve. Alcune pitture rupestri raffigurano sciatori di circa 4500 anni fa, ancora prima che venisse inventata la ruota!

Non sappiamo con certezza quando l’uso di tale strumento sia stato introdotto qui, ma di certo possiamo dire che più di un secolo a Santo Stefano d’Aveto lo sci è una realtà.
La Val d’Aveto è da sempre stata sinonimo di sport invernali, già negli anni '30 decine di sciatori giungevano dalla costa e dalla città per godere di salutari soggiorni in quota e praticare lo sci da discesa. Inizialmente si saliva faticosamente a piedi, per poi scendere lungo i prati sino al centro del paese.
Il sempre maggiore afflusso di sciatori creò le condizioni ideali per la costruzione di impianti di risalita a fune, assoluta novità sull’Appennino e da poco introdotti sull’arco alpino.Infatti venne costruito un primo Skilift proprio a poca distanza dal paese, sui prati di S. Lorenzo. L’impianto di piccole dimensioni serviva una pista di poco più di un chilometro, ma assolutamente divertente ed unica. 


Sugli stessi prati vene anche praticato, all'apice della sua popolarità, lo sci d'erba. Purtroppo tale disciplina, come in tutto il resto d'Italia, passò di moda, concentrando tutti gli sforzi sulla stagione invernale. Ma la bassa quota ed il sempre maggiore numero di turisti fece volgere lo sguardo più in alto, verso le irraggiungibili cime che sovrastano il paese.
Una decisiva svolta venne presa negli anni '60, quando si decise di costruire un grande impianto di risalita a fune che permettesse di raggiungere la vetta del Monte Bue.
Nell’inverno 1965 l’ingegner Agostino Bernero vide premiata la sua costanza con l’inaugurazione della cabinovia del Monte Bue, che venne inaugurata dal Ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani.



La costruzione fu affidata ai Fratelli Marchisio di Torino, che installarono una cestovia in grado di trasportare due persone alla volta su dei cestelli i turisti e gli sciatori da Rocca d'Aveto sino alla cima del monte, passando per la stazione intermedia in vicinanza di Prato Cipolla. Inoltre vennero realizzate ben tre sciovie: Prato Cipolla, Prato Grande e del Maggiorasca. 

In quegli anni Santo Stefano d'Aveto vantava una delle più grandi stazioni invernali del Nord Appennino. Sulla cima del Monte Bue venne in seguito costruito un grande rifugio che avrebbe accolto i turisti, dando anche la possibilità di pernottare. Per molti anni Santo Stefano è stato meta invernale obbligata dato il suo fascino e il suo ambiente caratteristico. Poi a seguito di annate particolarmente sfavorevoli e gestione incauta, gli impianti sono stati costretti a chiudere e quindi porre fine al turismo di massa nella valle. Finalmente oggi Santo Stefano d'Aveto è tornato agli splendori d'un tempo e come sempre sarà pronto ad accogliere ogni visitatore.